Giovedì 8 febbraio @Cox18 (Milano)


Giovedì 8 febbraio 2018
ore 20.30 cena benefit

@ Cox18, via Conchetta 18, Milano

ore 21.30 presentazione dell’irriverente
TRATTATELLO DI ANATOMIA ERGONOMICO-FUNZIONALE CONTEMPORANEA

con la partecipazione del dottor Kaius

In nome dei sempiterni Valori illuminanti et irrinunciabili, sì pilastri della Legge 107 sulla BònaScola, ma anche della sacrosanta volontà bipartisan, consolidatasi nelle ultime legislature, di svecchiare le ormai esangui regole della democrazia formale a favore di un risoluto approdo, che per gli italici costumi suona ritorno, alla dittatura –oggi
rinominata governance –, di Meritocrazia, Selezione, Aziendalismo, Sicurezza, Controllo, Gerarchia, Precariato, Servaggio della gleba e Consumo, qui si mostrerà del miglior uso dei corpi dei sudditi a maggior gloria del sistema-Paese. Per disvelare, e con ciò esemplificare al Lettore (anche grazie
all’ausilio di puntuali tavole anatomiche disegnate a mano da Kaius), le semplici ma assai efficaci risposte che i preclari progressi nella medicalizzazione tecno-logica e nell’impianto di dispositivi di biopotere offrono alle attuali esigenze del mercato globale, ci siamo avvalsi di una delle istituzioni totali che più ha fatto agio alle classi dominanti: LA SCUOLA.

Ai nostri pochi ma scaltri lettori offriamo questo breve papello. Si tratta di un moderno trattato di anatomia comparata, ove la comparazione è tra le funzionalità degli organi anatomici e la loro funzione sociale.
Un mondo teso alla modellizzazione d’ogni sua parte in nome d’una traslucida perfezione non poteva mancare di agire anche sui corpi.
Dopo l’esaltazione della loro mercificazione, le teorie del bello, l’edonismo da sfilata, il martellante succedersi delle mode, la vetrinizzazione del Sé, ecco per la prima volta mostrata, con crudo realismo, la sfera del dominio e della costrizione.

Non temano, i lettori, la durezza di taluni dei dispositivi qui presentati.
Col tempo, ci si abitua a tutto.

Il Franti, lo studente Stardi e il solito Invalsi

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Lo studente Stardi: “Ciao Franti, è un po’ che non ti vedo”.

Franti: “Bella Stardi, è vero, si vede che non abbiamo fatto la stessa strada ultimamente, mi pare ci sia meno gente in giro in questo periodo”.

Beh, sai, siamo tutti un po’ presi nella preparazione del test.

Che significa ‘la preparazione del test’? Te quando c’è da studiare sembri sempre perso.

È per la Valutazione, un’Indagine Nazionale, fornisce un Indicatore Assoluto sullo Stato dell’Istruzione e Comparativo sulle Diverse Scuole [Stardi è raggiante, il cuore gli batte forte dall’emozione].

Bestia… cioè che succede?

Succede che ci faranno delle domande, a tutti gli studenti di tutte le scuole, lo stesso giorno alla stessa ora, le stesse domande Franti, che orgasmo, un test nazionale! Capisci, mica la solita verifichina…

A parte che anche sulla verifichina avrei qualcosa da dire ma a cosa servirebbe questo ‘esame sincronizzato’?

Non è un esame Franti, è un test [Stardi ha l’affanno, suda], serve a misurare un sistema, non a dare un giudizio. La misura scientifica è come un occhio imparziale che fotografa ciò che vede.

Dunque Stardi fammi capire, allo stesso giorno alla stessa ora faranno a tutti gli studenti dello stesso anno le stesse domande.

Agh si, è così. [Stardi si slaccia il bottone del colletto della camicia]

Stardi sei mai stato in treno?

Ma che dici Franti, certo che sono stato in treno

E quando guardavi dal finestrino alla partenza vedevi il treno affianco fermo e capivi che stavi partendo?

Logico, mi hai preso per scemo?

E magari qualche minuto prima, quando ancora eri fermo, in stazione se il treno di fianco partiva, guardandolo non avevi la stessa impressione di essere tu a partire?

In effetti mi è successo, è stato buffo, l’ho pensato.

Quindi se tu avessi fatto la tua “foto”, nello stesso giorno e nello stesso istante del signore nel treno di fronte a te, avreste entrambi potuto concludere che il vostro treno si stava muovendo mentre noi sappiamo che uno solo di voi due aveva ragione.

[Stardi prende fiato, sembra riprendere il controllo] È il moto relativo Franti, l’abbiamo fatto l’anno scorso in fisica, mi stupisce che te ne ricordi, ma che c’entra?

Stupisce a me che tu non capisca che il tuo test, quella “foto” fatta allo stesso istante, nello stesso modo, a tutti, è semplicemente un esercizio di potere, è una mera illusione ottica perché manca, come per il paradosso dei treni, di un osservatore esterno che determini quale dei due si stia realmente muovendo. Manca il contesto Stardi, manca il mondo, la ferrovia, il capostazione.

Immagina una classe dove nessuno parli la stessa lingua, né condivida la stessa cultura, e mettila a confronto con una classe i cui allievi siano tutti nati e cresciuti nello stesso quartiere. I primi ci metteranno un po’ a capirsi tra di loro, i secondi si conoscono come se fossero fratelli. I primi, che non ho detto che siano incolti, occhio Stardi a non fare il razzista, mentre imparano le tabelline imparano una lingua comune per tutti; intanto i secondi imparano le tabelline.

Ora fai la foto, “flash” cosa vedi?

Cosa vedo Franti, non so più…

Vedi chi sa le tabelline e chi no. Ed intanto il tuo treno è partito, e domani quelli delle prima classe sapranno tante lingue e avranno un po’ più di strumenti dialettici mentre gli altri sapranno fare i conti e avranno avuto una valutazione migliore in seguito al risultato del test.

Ma sapere le tabelline è importante [Stardi ha ripreso a sudare copiosamente e si è fatto un po’ rosso in volto].

È vero ma non sempre è la cosa più importante. Se devi fare il contabile è utile, se vivi in montagna ti serve di più capire da dove arriva il freddo e se vai per mare dovresti prima conoscere il cielo se non vuoi rischiare di perderti. Come a dire che dovresti innanzitutto essere in grado sapere dove ti porta il treno su cui sei salito, questo ti dovrebbe insegnare la scuola, ma questo nessun test lo misura.

Prova a seminare lo stesso giorno alla stessa ora lo stesso seme in diversi terreni e vedi che la risposta sarà diversa, perché un campo, in un determinato luogo con una certa esposizione solare e composizione del terreno è più adatto per certe piante che per altre. Il medioevo è finito con la rotazione delle colture, che si basa sul principio che financo lo stesso appezzamento di terra non è sempre atto a rispondere positivamente allo stesso seme. Non risponderai mai due volte la stessa cosa allo stesso test.

Franti sei uno stronzo [Stardi si è seduto per terra e quasi ansima] non rispetti la scienza.

Non la rispetto se serve dei biechi interessi. La scienza serve a conoscere non a premiare o peggio a giudicare. E sai che ti dico il tuo bel “test nazionale di valutazione del sistema” valuterà anche te, dall’anno prossimo, te e tutti quelli che lo faranno, allo stesso giorno e alla stessa ora. Alla faccia dell’anonimato e dell’indagine statistica. Oltre ad essere una corbelleria è una menzogna bella e buona, una trappola. Pensa a chi la sera prima ha passato la notte in bianco perché il suo tipo l’ha lasciata, a chi ha il cagotto perché è stato all’“all you can eat” sotto casa, a chi ha i suoi che si sono appena separati …flash” fotografati e fottuti, tutti allo stesso istante, in nome della scienza della misura. Questo sì che è un colpo di genio.

A me non mi fregano, per questo mi sto preparando al test.

Ecco vedi, lo sai anche tu, lo sa il tuo fottuto insegnante che ti ha fatto simulare le prove, lo sa l’editore beccamorto che ha pubblicato il manuale su come svolgere i test Invalsi. Lo sanno tutti che la scienza, la misura, la valutazione non c’entrano nulla…

Franti!

fammi finire, ma a te pare che per valutare lo stato del mare si scaldi l’acqua prima di misurarne la temperatura? Che si mettano dei paraventi prima di misurare la corrente d’aria? Prendi forse l’aspirina prima di misurarti la febbre? Cosa cazzo vuol dire prepararsi a fare un test che serve per capire come sei normalmente, ossia come sei in assenza del test? Tu bari con te stesso, tutta la tua catena di comando lo fa. Diventi falso come la famiglia del mulino bianco, un fantasma da cento domande a risposta chiusa. Stardi salvati, e fallo ora.

[Stardi è sfinito, a terra, quasi rantolante. Lentamente mette la mano in tasca e prende una foto di Edmondo De Amicis, la guarda, fa una smorfia, e l’accartoccia con la sua mano piccola e tozza]

Franti 4 maggio 2017

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Franti va di nuovo in gita

Una delle prime manifestazioni in cui i Weathermen scesero in piazza organizzati.

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Uehlà Franti! Sono un po’ di giorni che non ti si vede. Come ti va?
… mmhhm …ciao

Che c’è? Hai la faccia un po’ scura…litigato con la piskella?
no, non è questo e manco io riesco a capire bene…

 

Oh…mica ti riconosco, dai facciamoci un sidro e una risata…
vada per il sidro, la risata la rimandiamo

Bene! Però mo’ mi devi dire! Son proprio curioso!
eh… ‘curioso’ … e pure un po’ rompicoglioni…

E ddddaiii… <pikkiando sulla spalla di Franti> L’altro giorno in fondo ci siamo divertiti un po’!
l’altro giorno? Quando?

Ma ssssì, l’altro giorno alla gita!
eh, proprio un bel divertimento!

Che vuoi dire? Be’, mo’ m’incazzo però! Vuoi parlare o no? Allora sei proprio leso!
Parlare? Servisse a qualcosa…

Senti Franti, o l’amicizia conta qualcosa, oppure…
Insomma, se vuoi parlo, però poi non lamentarti!

Sono tutt’orecchie!
E allora ascolta! Sono incazzato anche con te!

Con me???
Io non so se c’entri direttamente e NON MI INTERESSA, ma certo non ti ho visto preoccupato di alcunché dopo quella zuffa!

Aaaaahhhh, ho capito! Ma come? Proprio la zuffa…
<Franti lo blocca. Non lo fa continuare>
Senti il mondo è pieno di gente con cui non si va d’accordo ma non è sempre la stessa cosa. A me pare, piuttosto, che di stronzate ne facciamo tutti. So perfettamente cosa stavi per dirmi e so anche che su molte cose ci capiamo… figurati poi… dopo quello che ho visto più avanti, finita la gita, vicino al giardino… Perciò è inutile che parliamo di cose scontate.

Finita la gita? Dimmi!
Eh no! Questo semmai dopo!

Vabbé… ti vedo piuttosto deciso…
Quel ragazzetto che s’è fatto male … qualcuno l’ha spinto? Gli han fatto lo sgambetto? Con lo stecco?

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Appunti (scarabocchiati) di Franti per le lezioni sui dispositivi (lato A)

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Franti va in gita

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Ciao Franti, non c’eri l’altro giorno alla gita

si, c’ero

Ma dov’eri? Tu di solito non stai in testa?

la testa ce l’ho sul collo, casomai è lei che ‘sta’ con me (o io con lei? Si dice “io e la mia testa” o “io e il mio corpo”? ci devo pensare)

No, dico, all’inizio della fila

coi prof? Ma scherzi?

Davanti ci stanno i Prof

ci stanno i prof e si fanno vedere, e decidono dove andare, non c’ho sbatti di star la. È una vita che sono all’ultimo banco e ora mi vuoi in cima alla fila con i prof

E’ sempre così, anche nelle processioni, prima passa il sacerdote e poi i fedeli

dimmi, che avevi oggi?

Mercoledì, matematica, scienze, due ore di educazione fisica, italiano

ecco, ci son dei paesi in cui il mercoledì neanche ci vanno a scuola, ci sono dei paesi dove non sempre i prof vanno in gita o se ci vanno non stanno in cima e non scelgono la strada. Che sia sempre così non significa che non possa essere altrimenti

da noi fanno sempre così…

quando andiamo in montagna, li sì mi piace stare davanti, come a chiunque d’altronde, ti guardi attorno, decidi dove andare, pensa che bello una gita tutti in montagna, tutti “in testa”, come dici tu. sono i prof che stanno indietro, gli viene il fiatone (ridacchia)

E allora, tu con quella tua risatina stupida, dov’eri?

dove?

ma alla gita…

dietro, molto dietro, neanche all’ultimo banco, fai te: nello sgabuzzino!

Nello sgabuzzino? Ma va la

davvero, mi ci han messo dei tuoi compagni, per protezione. Quelli al servizio dell’ordine

E che c’entra l’ordine?

dice che si impara più con l’imitazione che per la lezione, e che se uno vede l’ordine diventerà ordinato altrimenti no, il resto importa poco, così loro mostrano l’ordine. Ah ah ah, dev’essere che dal fondo della classe pare tutto molto incasinato perché non ho mai imparato niente

E nello sgabuzzino com’era?

se per questo era disordinatissimo anche lì, ma quello poco importa, non si vede. Ciò che si vede nuoce, ciò che non si vede giace.

Ora fai pure il poeta. Quindi non hai visto niente della gita

ma che dici, ho visto, ho visto

che puoi aver visto da quello sgabuzzino

ho visto il Reuccio Cuor di Leone

Che dici? Cuor di Leone? E chi è?

Si, colui che a Genova salvò i bianchi crociati deviando le ire del nemico contro il popolo ignaro

Non lo conosco, forse non l’abbiamo fatto in storia, e poi?

e poi gli uomini blu che ridono con i baffi, gli uomini granchio che camminano all’incontrario fino a sfinirsi, qualche giro di rugby senza palla, e molte, diverse, parole che cozzavano le une contro le altre

Mi pare l’incubo di Alice nelle Meraviglie, mi sa che sei un po’ andato

si, a un certo punto me ne sono proprio andato

Franti, fattelo dire, mi stai prendendo in giro, vai a cagare

si, ora vado, ma perché, tu non caghi mai?

Franti 12 10 2016

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Franti non va in cortile

sghignazzo


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No Franti, oggi non uscite in cortile

e perché?

Perché fate sempre casino

ma il cortile è di tutti e c’è l’intervallo

Il cortile è di tutti ma per evitare problemi l’abbiamo diviso in spezzoni, ogni classe deve stare nel suo spazio

avremmo voluto parlare con gli altri, confrontarci, dire che esistiamo, poi là c’è una tipa che mi piace…

Inutile che te lo dica, Franti, parli male, hai un sacco di insufficienze, ridi troppo e lasci un sacco di cartacce in giro, lo dice anche la Preside

ma non eravamo d’accordo che il cancello della scuola dovesse restare aperto, che fosse libero il passaggio?

Qui non è un problema di cancello che, come vedi, è aperto, ma di divisione dello spazio. Che si possa entrare non significa che ci si debba mescolare. E così lo spazio per voi non c’è

la campanella …

L’ho sentita, forza voi che siete fuori, rientriamo in classe.

7 10 2016 oredodici

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Dialogo tra Franti, un precario e uno studente della seconda fila

bastapaz

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Basta con la scuola… ma anche no, ci si incontra un sacco di gente, si sta insieme, qualcosa di interessante da ascoltare ogni tanto capita…. certo meglio che andare in fonderia… ma chi ci va più in fonderia? Già, ma dove vanno poi tutti?

Basta con la scuola… ma è il mio lavoro, e io non sputo nel piatto in cui mangio. I ragazzi mi piacciono anche se non gliene frega niente di me. A nessuno frega niente di me, e se non me la cavo io, con la classe, nessuno ci pensa. Dice che dobbiamo insegnare, e io lo faccio, anche bene. Il più delle volte sono loro che non vogliono capire…

Queste cose le ho sentite mille volte ma me ne frego, sono cent’anni che sto all’ultimo banco e me ne frego. Litigano tra di loro, si sfogano, soffrono, crescono e diventano vecchi
Paz è forte, lui l’aveva capito che il ciuco ne esce imbestialito ed affamato. Non gli restano che la bomba o lo sballo. Cazzo!, non hanno pazienza, ma io sono cent’anni che sto all’ultimo banco e me ne frego
Per me è chiaro. Questa scuola qua, fatta così com’è fatta, svolge una funzione precisa nell’ingranaggio delle nostre vite. Resta la scuola del capitale, dei possidenti delle leve della ricchezza, contro la loro forza lavoro. Devono ‘sapere’ quanto serve ma non troppo di più, e soprattutto devono saper stare al loro posto. Cazzo, fanno le guerre per l’acqua e il petrolio, vuoi che si lascino sfuggire il controllo della conoscenza?
Questa scuola apparentemente e realmente schifosa non è ‘un mondo a parte’ ma è ben piazzata nel ‘giardino di casa’ del capitalismo avanzato

Franti, finiscila, sembri mio nonno

Ecco, l’ho conosciuto io ‘tuo nonno’. Me lo ricordo bene
Con lui ci si divertiva. Pensa che a quei tempi facevano quasi più casino gli insegnanti che gli studenti. Volevano cambiare tutto anche se non sapevano in che modo. Così si imparava moltissimo, altroché

Nostalgia?

Ma va, piuttosto noja e tristezza. Da qui in fondo alla classe si vedono delle cose che non si possono neanche raccontare
Dai banchi davanti non percepite niente? Non percepite l’odore delle ferite? Il rumore delle sirene? Non vedete le colonne di fumo?
Si direbbe di no…

Ora basta voi due, che siamo in ritardo con il Programma

e te pareva…

Franti 7.10.16

“Mentre il maestro dava a Garrone la brutta copia del Tamburino sardo, il racconto mensile di gennaio, da trascrivere, egli gittò sul pavimento un petardo che scoppiò facendo rintronar la scuola come una fucilata. Tutta la classe ebbe un riscossone. Il maestro balzò in piedi e gridò: – Franti! fuori di scuola! – Egli rispose: – Non son io! – Ma rideva. Il maestro ripeté: – Va’ fuori! –
Non mi muovo, – rispose”.

[Edmondo De Amicis, Cuore]

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